Ci sono pranzi che non sono semplicemente una pausa, ma diventano un racconto.
Quello vissuto da Erminia Cucina Agricola è stato esattamente così: un viaggio lento, fatto di profumi, stagioni e dettagli che parlano la lingua del territorio, guidato dalla visione del nuovo chef Massimiliano Tasselli.
La tavola si apre con un gesto semplice, quasi ancestrale: asparagi alla brace. Il calore della griglia, il profumo intenso, poi la rotondità del tuorlo e la nota croccante della pancetta. Un inizio che mette subito le cose in chiaro: qui la materia prima è protagonista, ma è la mano dello chef a darle voce.
Poi arrivano i primi, e il ritmo cambia.
Il risotto alle erbe sorprende con le sue sfumature: il verde che sa di primavera, la freschezza inaspettata del bergamotto, e quella profondità sapida delle acciughe del Cantabrico che lega tutto in un equilibrio sottile.
Accanto, i bottoni di caciocavallo raccontano una cucina più avvolgente, quasi intima. Il profumo del macis, la luminosità del limone, la consistenza delle mandorle tostate: ogni boccone è una stratificazione di sensazioni.
Il mare entra in scena con eleganza, senza forzature. Il luccio di mare si adagia su una crema di patate vellutata, mentre la misticanza, condita con aceto di fragole, aggiunge una nota viva, fresca, capace di sorprendere senza rompere l’armonia.
E poi il finale, che non è mai solo una chiusura.
La mousse agli agrumi è un ritorno alla luce: fresca, delicata, con quel crumble alle mandorle che regala struttura e l’olio della casa che firma il piatto con un tratto identitario.
A scandire questo percorso, i vini della cantina Palamà, scelti con precisione, mai invasivi, sempre in dialogo con la cucina. Un accompagnamento che non sovrasta, ma amplifica.
Seduto a tavola, tra un piatto e l’altro, la sensazione è chiara: non si tratta solo di tecnica o creatività. Qui c’è un’idea precisa di cucina, che parte dalla terra, la rispetta e la trasforma in esperienza.
Un pranzo che resta, non solo per ciò che si è assaggiato, ma per ciò che si è sentito.